L’attribuzione del DNA nucleare rinvenuto durante le indagini sull’omicidio della piccola Yara Gambirasio che ha determinato la condanna in primo grado dell’imputato, malgrado la sicurezza con cui si esprimono consulenti ed opinionisti in tv e sui giornali, ad una lettura attenta delle motivazioni della sentenza lascia spazio a diversi dubbi.

Ad esempio a pag. 79 delle motivazioni della sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Bergamo, nel capitolo dedicato alle analisi genetiche delle tracce riscontrate sui reperti, è possibile leggere quanto segue:

Sono stati gli stessi cap. Staiti e Gentile [consulenti della Procura, n.d.r], tuttavia, nell’illustrare i c.d. dati grezzi, a sottolineare che nelle centoquattro tra ripetizioni e amplificazioni le componenti alleliche riconducibili a Ignoto 1 erano riscontrate in settantuno analisi, mentre, negli altri casi i tracciati elettroforetici non erano univocamente interpretabili o validabili e, dunque, erano stati rifatti.

Da questo passaggio si può apprendere che delle 104 analisi del DNA nucleare estratto dallo slip della piccola vittima ben 33 non hanno consentito di ottenere o confermare quel profilo definito Ignoto 1 che la sentenza attribuisce a Massimo Bossetti.

Sempre in base a questo stralcio veniamo anche a sapere che i tracciati elettroforetici relativi a queste 33 analisi erano stati rifatti. Nell’intera sentenza tuttavia non esiste alcun riferimento ad operazioni analitiche relative a questo “erano stati rifatti”. E’ importante chiarire questo passaggio perché la questione lasciata in sospeso in questo modo dal Giudice potrebbe indurre a ritenere che grazie a qualcosa che è stato “rifatto” si può non tenere più in considerazione il fatto che quei 33 risultati analitici, non essendo “univocamente interpretabili o validabili”, non restituiscono un profilo Ignoto 1 attribuibile a Massimo Bossetti.

Una possibile spiegazione è che si tratti di un errore nella redazione della sentenza e che in realtà non sono state effettuate ripetizioni o rielaborazioni di alcun genere su queste 33 analisi.

Gli elettroferogrammi che rappresentano componenti alleliche non riconducibili al profilo Ignoto 1 non possono essere “rifatti” e trasformati da non “univocamente interpretabili” e non “validabili” ad univocamente interpretabili e validabili, poiché non sono che una rappresentazione grafica di serie di dati ottenuti automaticamente dall’apparecchiatura che effettua l’analisi. Alla fine di ogni analisi questi dati sono salvati in un cosiddetto file raw (che la sentenza chiama dati grezzi) che non viene modificato dalle analisi successive. Perciò se un file raw alla fine di un’analisi presenta dati che restituiscono componenti alleliche non riconducibili al profilo Ignoto 1, ulteriori analisi non modificano questo dato ormai acquisito ma al massimo possono portare a dati diversi registrati a loro volta in nuovi file raw. Il fatto che i file raw non siano modificabili (se non tramite un’alterazione dolosa) spiega perchè sono ritenuti fondamentali da accusa e difesa in quei paesi in cui un profilo del DNA estratto da un reperto può essere considerato come una prova o come un indizio.

Ad essere “rifatte”, però, non possono essere state nemmeno le 33 ripetizioni o amplificazioni perché, ovviamente, altre ripetizioni e amplificazioni con relativi file raw sarebbero andate ad aggiungersi al conteggio totale di quelle effettuate in precedenza e si sarebbe ottenuto un numero di analisi complessivo superiore alle 104 citate dai periti. In nessun caso la sentenza riferisce dell’esistenza di risultati di analisi “univocamente interpretabili o validabili” ottenuti con la ripetizione o rielaborazione di quei 33 che non erano stati considerate tali.

Pertanto in merito al passaggio della sentenza oggetto di questo breve approfondimento si può concludere che:

  • Esso costituisce un errore nella descrizione delle operazioni analitiche.
  • Si può considerare un fatto certo che i risultati di 33 tra ripetizioni e amplificazioni non hanno restituito un profilo compatibile con il DNA nucleare di Massimo Bossetti.
  • Non sono state effettuate ulteriori analisi per smentire i risultati in questione.

 

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